PackInPro alla CHER Annual Conference 2026: università, industria e nuove forme di collaborazione 

PackInPro alla CHER Annual Conference 2026: università, industria e nuove forme di collaborazione 

Alla CHER Annual Conference 2026 di Catania, il professor Flavio Ceravolo ha presentato una ricerca dedicata al caso della Fondazione PackInPro e al ruolo delle università nella costruzione di nuovi strumenti per la sostenibilità nel settore del packaging.

La Fondazione PackInPro è stata protagonista della CHER Annual Conference 2026 di Catania, convegno scientifico internazionale dedicato alla ricerca sull’istruzione superiore e sul sistema universitario, con una presentazione in merito al rapporto tra università, industria e Terza Missione. Il contributo è stato presentato dal professor Flavio Ceravolo, docente di Sociologia dell’Università degli Studi di Pavia. 

Al centro dell’intervento il percorso che ha portato PackInPro da un progetto di ricerca universitario alla costituzione di una Fondazione interuniversitaria con un Comitato Scientifico composto da sette docenti provenienti da cinque università italiane.  

Secondo l'analisi presentata, il contributo dell'università al progetto PackInPro non consiste semplicemente nel trasferimento di conoscenze tecniche. Il valore principale risiede nella credibilità scientifica che l'università può conferire a un sistema di valutazione e certificazione. Questa autorevolezza contribuisce a rafforzare la fiducia nei dati e nelle dichiarazioni relative alla sostenibilità, rendendo più solide le scelte lungo la filiera del packaging.  

Un altro elemento centrale è il processo di confronto tra mondi con linguaggi e obiettivi differenti. La costruzione dello standard PackInPro ha richiesto infatti un dialogo continuo tra competenze accademiche e realtà industriale. La ricerca ha evidenziato come questo confronto abbia rappresentato una condizione necessaria per la qualità del risultato: il tempo dedicato a tradurre esigenze scientifiche e operative in criteri applicabili alle imprese ha permesso di costituire uno strumento rigoroso e concretamente utilizzabile.  

Lo studio presentato a Catania ha analizzato il percorso di sviluppo della Fondazione tra il 2024 e il 2026 attraverso documenti, riunioni, interviste e osservazione diretta. Uno degli aspetti emersi riguarda proprio i tempi necessari alla costruzione del sistema: il progetto, inizialmente previsto in pochi mesi, ne ha richiesti circa 14. Questo scostamento è una misura del lavoro necessario per negoziare significati, verificare la solidità degli indicatori e trovare un equilibrio tra rigore scientifico e applicabilità industriale.  

In questa prospettiva, PackInPro rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra università e imprese.  

La presentazione del professor Ceravolo ha evidenziato, infine, alcune sfide per il futuro tra cui la sostenibilità economica del modello, il coinvolgimento continuativo dei ricercatori e la necessità di tutelare nel tempo l'indipendenza e la credibilità scientifica della Fondazione. Allo stesso modo, l'attuale evoluzione del quadro normativo europeo rappresenta un'opportunità per sviluppare strumenti capaci di collegare ricerca, innovazione, trasparenza e sostenibilità offrendo alle imprese e al mercato informazioni più solide e verificabili.  

La partecipazione alla CHER Annual Conference conferma il valore del percorso PackInPro anche sul piano della ricerca e della Terza Missione: un'esperienza che mette in relazione competenze accademiche e bisogni concreti dell'industria per costruire nuovi strumenti di fiducia e sostenibilità nel settore del packaging.